Descrizione
Per immersioni anche in acqua fredda, con maggiore resistenza a condizioni estreme, all'uso intensivo e abrasione.
1°Stadio: Storico primo stadio di indiscussa affidabilità. Il funzionamento è a membrana, con sistema DFC (Dinamic Flow Control) per il bilanciamento dinamico di caduta della pressione in fase d'inspirazione. Sede valvola alta pressione in metallo anticorrosione, sostituibile. Corpo in ottone nichelato e cromato, protetto da una calotta antiurto in elastomero, di nuovo disegno. Quattro uscite LP di media pressione e due uscite HP per il collegamento del manometro o del trasduttore del computer integrato.
2°Stadio: Orbiter “All metal” compatto, robusto, tecnologicamente avanzato, con sistema VAD (Vortex Assisted Design). Il corpo è in ottone ad alta resistenza, nichelato e cromato, il coperchio, di nuovissima concezione, ha lo scudo frontale metallico con il sistema eslusivo “Mesh Grid” ulteriormente migliorato. Infatti il concetto “Mesh Grid” nel 2° stadio Orbiter è stato applicato anche in modo “orbitale” rispetto allo scudo frontale, con ulteriore miglioramento di prestazioni. In acque fredde i secondi stadi in metallo hanno prestazioni superiori e più sicure rispetto ai secondi stadi in materiali plastici, grazie all’alta conducibilità termica che limita l’effetto freezing. Durante la fase di inspirazione, infatti, l’aria compressa proveniente dal primo stadio si espande all’interno del secondo stadio e crea un brusco abbassamento della temperatura dell’aria stessa, che, in acque fredde, può arrivare ad alcuni gradi sotto lo zero. Questo fenomeno, unito alla naturale umidità presente all’interno del secondo stadio, può essere causa di formazione di cristalli di ghiaccio che, sulla leva di erogazione, possono causare leggere perdite d’aria e innescare quindi fenomeni di autoerogazione. Il metallo, buon conduttore di calore, fa sì che l’acqua che circonda il secondo stadio agisca come elemento riscaldante sull’aria contenuta all’interno e impedisca l’autoerogazione. Per quanto possa sembrare strano, infatti, l’acqua, anche ad una temperatura molto vicina a 0 °C, è sempre più “calda” dell’aria che si espande nel secondo stadio.